San Tommaso d'Aquino e il suo pensiero

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San Tommaso d'Aquino nacque nel Castello di Roccasecca attorno al 1224, e morì a Fossanova il 7 marzo 1274. Fu frate domenicano, teologo e filosofo. E' Santo e Dottore della Chiesa. I suoi studi sono pilastri teologici e filosofici della Chiesa, ed è inoltre uno dei filosofi e pensatori più importanti della storia.

Sebbene non sia il Santo Patrono, a Roccasecca il suo culto è antichissimo e particolarmente sentito. Le celebrazioni in suo onore si tengono il 7 marzo (anniversario della morte), giorno in cui si tiene una solenne celebrazione eucaristica seguita da una processione che dal rione Castello raggiunge Roccasecca Centro. Al passaggio della statua, è tradizione che i bambini le gettino dei fiori.

Particolare rilevanza ebbero i festeggiamenti del settimo centenario della morte, nel 1974, in occasione dei quali Roccasecca vide la presenza del Pontefice Paolo VI.

In suo onore vengono organizzati da molti anni eventi di tipo culturale quali convegni ed incontri in cui illustri relatori hanno omaggiato San Tommaso d'Aquino, il suo pensiero e le sue opere. Fra di essi vanno ricordati p. Roberto Busa e il prof. Umberto Eco, che al sommo filosofo dedicò la sua tesi di laurea, successivamente pubblicata col titolo "Il problema estetico in Tommaso D'Aquino".

 

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Severino Gazzelloni

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"E io ho soffiato, soffiato. D' improvviso dalla canna è uscito il suono, e insieme al suono anche il mio cuore, che mi premeva in gola, spingeva, quasi mi soffocava, non capivo più niente. C'era solo quel suono che usciva dal flauto e contemporaneamente entrava dentro di me, s'infilava nel mio cervello, nelle ossa, nello stomaco. Quel suono era tutt'uno con me. Da allora è sempre stato così. Ogni volta che dal flauto mi escono le prime note, ritrovo l'emozione e lo stupore del mio fiato che diventa suono, io sono quel suono"

Severino Gazzelloni nasce il 5 gennaio 1919 nel comune di Roccasecca da una famiglia modesta: il padre faceva il sarto ed il resto della famiglia si dedicava alla vendita del pane e alla gestione della drogheria. Nessuno in famiglia era musicista di professione, anche se il padre, nel tempo libero, suonava l'ottavino nella banda del paese e il nonno era organista nella chiesa di Santa Margherita di Roccasecca.

Cominciò gli studi musicali molto giovane, all'età di sette anni. (Severino Gazzelloni nelle sue interviste teneva molto a raccontare l'episodio che lo indusse a studiare il flauto. "La sera spesso aiutavo mio padre nel suo lavoro e una di quelle sere mio padre era arrivato a casa con una radio, una delle prime radio che si vedevano in paese. Tagliando e cucendo ascoltammo una trasmissione: Mozart, Concerto in sol minore per flauto ed orchestra, con l'Orchestra Filarmonica di Berlino diretta da Furtwangler. Fu un colpo di fulmine. La mattina dopo comincia a studiare musica").

Questi anni di apprendistato nella Banda di Roccasecca prima e in quella più prestigiosa di Taranto in un secondo momento, influirono notevolmente sulla sua formazione e sensibilità musicale. Suonare in banda lo aiutò a "sapersi rapportare ad una psicologia di massa e a saper rappresentare la musica nei suoi aspetti sentimentali e nei suoi aspetti pittorico-onomatopeici". A questo primo approccio prevalentemente empirico seguirono gli studi regolari al conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il M° Arrigo Tassinari fu la sua guida e a soli diciassette anni concluse brillantemente i suoi studi. Severino non trovò subito lavoro in una grande orchestra, come aveva sognato, e, durante gli anni della guerra, si adattò a collaborare in qualità di flautista con l'orchestra ritmo-sinfonica di Alberto Semprini e con quella di Erminio Macario; quest'ultima suonava per lo più musichette di avanspettacolo. Nel 1944 entrò finalmente nella nuova orchestra di Radio Roma presso la quale lavorerà per più di trent'anni. L'anno immediatamente dopo Severino si sposò con Adriana Mannocci; dal matrimonio, protrattosi fino al 1964, anno della loro definitiva separazione, ebbe due figli: Armando e Ranieri. Sono questi gli anni in cui Gazzelloni comincia a fare le sue prime apparizioni in pubblico; è del '47 il suo primo concerto al Teatro Eliseo, nell'ambito del quale ricopriva il ruolo di solista insieme all'arpista Alberto Soriani. Un recital completamente dedicato al flauto era in quegli anni, in Italia, un avvenimento piuttosto straordinario, insolito. . . Risale a questi anni uno degli incontri più importanti della sua movimentata carriera: quello con Bruno Maderna. Il compositore veneziano era infatti giunto a Roma nel '46 per scrivere alcune musiche per il film "Opinione pubblica" di Maurizio Corniati per il quale Severino, che aveva una certa familiarità con l'ambiente del cinema, collaborava in qualità di esecutore. Da questo momento nasceva fra i due musicisti non solo un rapporto di lavoro assai produttivo e stimolante, ma anche una vera e profonda amicizia.

Nel 1947 venne data a Gazzelloni la grande occasione per avvicinarsi ad un nuovo tipo di musica: il compositore Mario Peragallo organizzava una tournée straordinaria del "Pierrot Lunaire" di Arnold Schonberg in Germania e, poichè rimaneva scoperta la parte di flauto, chiamò Gazzelloni. Questa fu per il flautista l'occasione di un vero proprio approccio con la musica moderna della quale, da qui a pochi anni, diventerà un abilissimo e fantasioso interprete. Nel 1952 Bruno Maderna lo invitò ad andare con lui a Darmstadt, in Germania. Qui dal '46 si tenevano con grande successo i FerienKurse fur Neue Musik, nati per iniziativa del musicologo Wolfgang Steinecke. I FerienKurse diventarono un fondamentale punto d'incontro per la nuova generazione di musicisti. Gazzelloni entrò così in rapporto con un ambiente di altissimo livello a cui offrì la sua completa disponibilità e collaborazione; Bruno Maderna aveva inoltre creato, qui a Darmstadt, un gruppo strumentale che eseguì le prime assolute di moltissime composizioni dei giovani d'allora. Nel 1957 Gazzelloni venne chiamato per tenere un corso di flauto da William Glock, direttore della BBC, che aveva fondato un corso di musica d'avanguardia al Darlington College di Devon nel centro dell'Inghilterra. Nello stesso anno venne anche invitato all'Accademia Sibelius di Helsinki per l'insegnamento delle nuove tecniche del flauto applicate alla musica contemporanea. Inoltre in quegli anni cominciò la sua ollaborazione con l'Accademia Chigiana che terminerà solo poco prima della sua morte, oltre alla sua docenza presso l'Accademia di Santa Cecilia a Roma. Severino Gazzelloni, in seguito all'esperienza di Darmstadt, diventò il massimo interprete della Neue Musik per flauto e una presenza indispensabile nell'ambito di qualsiasi di musica contemporanea. Ma l'avanguardia non esaurì gli interessi e le curiosità musicali : popolarissime sono le sue incisioni del repertorio flautistico settecentesco, dalle suonate di J. S. Bach ai concerti di W. A. Mozart per poi passare, in un secondo momento della sua carriera, ad un repertorio meno conosciuto, perfino dimenticato e dotato di una forte componente virtuosistica, quello settecentesco.

La sua attività concertistica particolarmente intensa negli anni sessanta e settanta, si giovò per lungo tempo della collaborazione di due pianisti: Bruno Canino e Leonardo Leonardi. La sua naturale propensione a fare opera di divulgazione della musica classica lo portò ad essere apprezzato e conosciuto anche presso un pubblico che non si interessava precisamente alla musica colta. Famose sono le sue incisioni di brani di musica leggera; numerose le sue partecipazioni a trasmissioni televisive. L'attività concertistica proseguì negli anni '80 , ma con minor clamore, quasi in sordina. S'intensificò piuttosto l'impegno didattico, sempre presente nella sua esperienza musicale, e si rivolse, in quest'ultima fase, principalmente ai corsi di perfezionamento: fino al 1992, anno della sua morte, Severino tenne i seminari estivi presso l'Accademia Chigiana di Siena. Qui, ogni estate, affluivano musicisti da tutto il mondo per far tesoro dell'esperienza culturale-musicale e umana del grande flautista.

Severino Gazzelloni morì il 21 ottobre del 1992 lasciando scritto il suo desiderio di essere seppellito a Siena.

Era profondamente legato a Roccasecca, vi ritornava volentieri (aveva una villa a Colle San Magno) e ricordava spesso le sue origini nelle interviste o in altre occasioni e nel corso degli anni vi tenne dei memorabili concerti. Roccasecca gli ha intitolato una strada del rione San Francesco, un largo in via Roma (con un busto del Maestro) e dall'ottobre 2017 una targa nella piazzetta medioevale del rione Castello ne ricorda l'ultimo concerto.

A Severino Gazzelloni l'Amministrazione Comunale dedicò immediatamente dopo la scomparsa due rassegne estive musicali (sempre nella sua amata piazzetta medioevale) e dal 1995 un festival musicale.

 

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Felice Amati

Felice Amati (Roccasecca, 17 maggio 1762 – Napoli, 16 gennaio 1843) è stato un politico italiano.

Studiò giurisprudenza all'Università di Napoli. Dopo la laurea entrò nell'amministrazione pubblica del Regno delle Due Sicilie e fece parte della Giunta della Cassa sacra, l'ente straordinario istituito dopo il devastante terremoto del 1783 col compito di espropriare i beni ecclesiastici e immetterli sul mercato al fine di creare una proprietà privata diffusa, e soppresso nel 1796 dopo una gestione fallimentare[1]. Avversò la Repubblica Napoletana (1799) e fu capo della segreteria del cardinale Ruffo. Nel successivo governo borbonico, Felice Amati fu funzionario del ministero delle finanze : nel gennaio 1803 fu nominato "presidente di Camera" dal ministro Zurlo e nell'aprile 1803 fu eletto referendario del Consiglio di finanza che era stato costituito dal nuovo ministro Francesco Seratti. Aderì comunque al regime di Giuseppe Bonaparte (1806) e nel novembre 1807 fu nominato membro della Commissione feudale, presieduta da Nicola Vivenzio, che era stata incaricata di verificare i titoli presentati dagli aristocratici per reclamare i loro diritto in riferimento alla legge 2 agosto 1806 di eversione della feudalità.

Dopo la Restaurazione Felice Amati rimase nell'amministrazione pubblica delle Due Sicilie e, per i suoi servizi, nel 1820 ottenne da Ferdinando I il titolo nobiliare di «marchese». Scoppiata la rivoluzione in questo stesso anno, l'Amati, considerato uomo di fiducia del Medici, fu chiamato a far parte del nuovo governo costituzionale come ministro delle finanze, assieme al Campochiaro, a Zurlo, da Ricciardi e Michele Carrascosa; ma si ritirò per motivi di salute. Ritornò al governo, come ministro dell'interno nel secondo ministero de' Medici, il 5 giugno 1822 e mantenne la carica fino al termine di quel governo (21 novembre 1830).

fonte: Wikipedia

A Felice Amati è intitolata una strada di Roccasecca Centro.

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Michelangelo Cagiano De Azevedo

michelangelo cagiano de azevedo

Nato nel 1912, è stato uno dei più importanti archeologi della storia del Novecento. Insegnò archeologia all'Università Cattolica di Milano. Si occupò di rilevanti scavi non solo in Italia. Fu socio delle più importanti istituzioni culturali. I suoi saggi sono fra i più importanti per la storia antica del nostro territorio. Ricordiamo fra gli altri Aquinum, Istituto di Studi Romani, 1949; La chiesetta di S.Tommaso presso il Castello di Roccasecca, in "Palladio" I-IV 1963.

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Filippo Coarelli

professor filippo coarelli

Filippo Coarelli (1936) è un archeologo italiano, già docente di Storia romana e di Antichità greche e romane all'Università di Perugia. È stato allievo di Ranuccio Bianchi Bandinelli.

Ancora studente partecipa ad operazione di scavo presso le mura di Alatri, a Monteleone Sabino e a Begram in Afghanistan. Si è occupato di topografia antica di Roma e dell'Italia antica, utilizzando sia le fonti antiche che i dati archeologici ed utilizzando anche altre metodologie, come quelle dell'antropologia culturale, allo scopo di ricostruire i diversi aspetti del passato.

Si laurea in archeologia nel 1961, all'università di Roma con Ranuccio Bianchi Bandinelli e poco dopo è divenuto suo assistente.

È stato redattore, dalla sua fondazione (1967), della rivista Dialoghi di Archeologia, creata e diretta da Bianchi Bandinelli.

Tra il 1968 e il 1973 è stato ispettore archeologo presso la Ripartizione Antichità e Belle Arti del comune di Roma e, in seguito, assistente presso l'università di Siena e poi presso l'università di Perugia.

Dal 1978 dirige gli scavi della colonia latina di Fregellae, presso Isoletta d'Arce (Frosinone). Dal 2003 è direttore scientifico degli scavi al Santuario di Diana a Nemi, in collaborazione con Giuseppina Ghini della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio. Dal 2006 è direttore scientifico degli scavi di Villa San Silvestro di Cascia (PG).

Dal 1980 al 2008 è stato professore ordinario di "Storia Romana", ha insegnato "Antichità greche e romane", "Antichità romane" e "Religioni del Mondo Classico" presso il Corso di Laurea in scienze dei Beni Archeologici e Antropologici della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'università di Perugia.

Nel 1983 ha condotto per la Rai, il ciclo dedicato all'era antica de "La straordinaria storia dell'Italia".

Nel 2003 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Italiana (Carlo Azeglio Ciampi) della Medaglia d'oro ai Benemeriti della cultura e dell'arte.

Attualmente è professore emerito dell'Università degli Studi di Perugia.

fonte: Wikipedia

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Giambattista Creati

Giambattista Creati

Valente compositore di musica per banda e a lungo direttore della banda musicale di Roccasecca, dove era molto stimato ed apprezzato.. Tra i suoi meriti quello di aver per primo riconosciuto e coltivato il talento del giovanissimo, futuro "Flauto d'oro", Severino Gazzelloni.

Al Maestro Creati è dedicato il palco della musica in via Roma

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Franco Fava

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Arrivo della Roma-Ostia del 1980 con il fratello Antonio Fava, responsabile sanitario della Scuola Nazionale di Formia per 20 anni e medico della Nazionale junior di atletica, scomparso prematuramente il 3 agosto 2001

Se nella filosofia e nella teologia è stato S. Tommaso a rendere celebre Roccasecca e nella musica Gazzelloni, nello sport il paese ha trovato un grande campione in Franco Fava, un atleta di valore assoluto che ha toccato i vertici delle classifiche mondiali dell'atletica leggera negli anni '70.Nato a Roccasecca il 3 settembre 1952, Fava ha dominato in Italia in tutte le discipline di fondo, dai 3.000 m. in su. Quarto agli Europei di Roma del 1974, per 4 volte consecutive campione italiano dei 3.000 siepi (dal '72 al '75). Ha partecipato a due Olimpiadi, Monaco 1972 e Montreal 1976 dove colse un prestigioso ottavo posto nella maratona, diventata, nel frattempo, la sua specialità. E' stato record-man italiano sulle distanze dei 3.000, 5.000, 10.000 e sui 3.000 siepi. Terminata la carriera agonistica si è dedicato con successo al giornalismo e alla fotografia, divenendo collaboratore di testate come il "Corriere della Sera" e il "Corriere dello Sport”

 

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Raffaele Giangrande

Nativo di Roccasecca, fu attore di prosa.

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Giuseppe Planeta

giuseppe planeta

Nacque a Roccasecca nel 1838. La vena artistica del Planeta si sviluppò a Napoli, dove si trasferì per apprendere i primi insegnamenti della scultura, sua passione originaria. Ben presto capì, però, che il suo talento era rivolto all'arte pittorica. Entrò in contatto con la scuola di Domenico Morelli, dei cosiddetti pittori all'aria aperta, gli iconoclasti. Proprio in quell'ambito si segnalò all'attenzione di tutti e si distinse per gli splendidi quadri come la fanfulla, acquistato dal Municipio di Napoli, Masaniello, presente nella pinacoteca di Capodimonte e il Bozzetto di Dante a Verona, oggi a Palazzo Pitti a Firenze. A Napoli sposò Elvira Baldari.

Nella fase conclusiva della sua vita fece ritorno a Roccasecca, ospite della famiglia Abbate, dove si dedicò all'attività di ritrattista, non disdegnando di offrire il suo preziosissimo genio al restauro di molti dipinti delle chiese locali. Restaurò. come attesta un verbale della Congrega del Santissimo e Pietà della Parrocchia del Castello, il quadro della Pietà dell'altare della Congrega, nella chiesa dell'Annunziata.

fonte: "Restauro conservativo della Cappella dedicata alla Madonna del Buon Consiglio nel borgo Castello di Roccasecca" di T. Pelagalli e M. Lisi

Giuseppe Planeta realizzò gli affreschi della Cappella della Madonna del Buon Consiglio.

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Città di Roccasecca

Propter acquae penuriae id facere dissuasus, descendit ed in lateree eiusdem Montis Rocca, quae, Sicca nuncupatur, aedificavit.

Leone Ostiense

Comune di Roccasecca

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