Scrive D.Ascolano
nella sua Storia di Roccasecca: "Le uniche occasioni di
festa erano quelle religiose tradizionali, tra cui quella di S. Tommaso il 7
marzo, di S. Pietro Martire protettore del paese (ma anche dalla grandine e
da altri malanni) il 29 aprile, dell’Assunta il 15 agosto e di S. Rocco il
16 agosto.

Affondano le radici nella vecchia civiltà contadina quasi
tutti i tradizionali appuntamenti religiosi e folkloristici che scandiscono
la vita del paese annualmente. Da sempre la festa di S. Tommaso è l'esempio
di celebrazione religiosa che assume il valore di evento sociale che esula
dal proprio stretto ambito iniziale.

La secolare e seguitissima processione
che si snoda attraverso le viuzze del borgo medioevale rappresenta un
momento di grande partecipazione popolare. Cronologicamente collocata
all'inizio della stagione primaverile, quasi a voler simboleggiare la
gioiosa apertura a una nuova speranza nel solco delle cadenze temporali
della civiltà rurale legata allo scorrere delle stagioni. La festa è
giocosamente vivacizzata dai visi ridenti e dal vociare di una folla di
bimbi arroccati sui muretti, forniti ognuno della propria "canestrella"
colma di odorosi fiori sbocciati di fresco, i primi dell'acerba primavera,
pronti da lanciare a piene mani sulla statua del Santo. Dopo essere stata
trasportata a spalla nella chiesa di S. Margherita, a tarda sera la statua
viene "riaccompagnata" alla Chiesa madre del castello con una lunga
fiaccolata. Di grande suggestione, la sera prima della festa. la visione
dall'alto dei tanti falò accesi in segno di fede e di gioia per l'imminenza
della celebrazione. La stessa consuetudine si ripete la sera antecedente la
festa del patrono, S. Pietro Martire, ricorrente il 29 aprile.